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conati di lucidità, rigurgiti di resistenza
Il sangue e la provvidenza
post pubblicato in StupidItalia, il 16 dicembre 2009
 di Luigi Corvaglia

Quando si dice la provvidenza! E’ ormai chiaro che Dio esiste e vota PdL. Infatti l’amico George (Johnny) Walker Bush, che pure al Dio degli eserciti dava del tu, necessitò di ben duemila cittadini bruciati vivi in mondovisione per proclamare la famigerata legge denominata Patriot Act. Questa “misura eccezionale” prevedeva la diminuzione dei diritti dei cittadini, la violazione della loro privacy e perfino la limitazione di quella libertà di espressione su cui si fondarono gli Stati Uniti. Misure estreme presuppongono cause estreme. Oppure presuppongono Ahmadinejad; ma lui non conta, è un cattivo, mica un democratico come noi e i nostri amici, chessò, Putin. Allora, se il ministro Maroni ieri può aver detto che sta “valutando soluzioni idonee da presentare al prossimo Consiglio dei ministri” per consentire “l’oscuramento dei siti che diffondono messaggi di vera e propria istigazione a delinquere” e “approfondimenti tecnici per una legislazione per contrastare in modo più efficace episodi di violenza nelle manifestazioni pubbliche” vuol dire che deve essere successo qualcosa di veramente grave, tipo duemila bruciti vivi. Infatti. Pare che uno squilibrato abbia lanciato un souvenir in faccia a Silvio Berlusconi. Ma non fatevi ingannare, sembra niente, ma è tutto frutto di menti diaboliche e raffinatissime. Chissà quale ramificata e occulta organizzazione criminale sta complottando per la conquista del modo. Come minimo Al Qaeda. Infatti, Cicchitto ce lo ha spiegato chiaramente, dietro c’è “il network Repubblica-L’Espresso” aiutato, da ‘Il Fatto’, dalla trasmissione di Santoro Annozero e da un terrorista mediatico di nome Travaglio”. Sarà. Certo è che da quel giorno non se ne può più. Lo zapping televisivo, già precedentemente in grado di produrre prostrazione e nausea, è diventato un saltellare sullo stesso stucchevole blob di retorica pietista, mentre la demagogia, il malgoverno, gli scandali, le leggi ad personam, gli isterici attacchi ad ogni istituzione, la pretesa immunità - come ricordava in un fuori onda uno degli ultimi bolscevichi - sembrano spariti come neve al sole, sostituiti dal profumo di gelsomini e dalla beatificazione prodotta dal dolore, dalla mondezza che scaturisce dal sangue. Quasi si trattasse di stimmate. Certo, il sangue dei pestati a Genova non ha lo stesso potere purificatorio; non parliamo di quello di chi muore per le percosse degli uomini di stato nelle patrie galere. Dio non è da quella parte e ce lo fa intendere molto bene. Non solo per il provvidenziale incontro fra un duomo in miniatura e l’uomo in miniatura. No. Anche perché gli uomini di Dio si sono mobilitati per sottolineare il parallelo fra l’ospite della villa di Arcore e quello della capanna di Betlemme. Ad esempio, Don Verzè, fondatore di quell’Istituto Don Raffaele che ora funge da orto del Getzemani del primo ministro, la stessa Opera Religiosa ora nella bufera in Puglia per presunte mazzette versate al ministro Fitto, ha raccolto e riversato al popolo le confidenze dell’unto dal Signore. L'anziano sacerdote affarista in verità, in verità  ci dice che così parlò Silvio: "l’ho già perdonato” e "Io voglio bene a tutti, voglio il bene di tutti, non capisco perché mi odino a questo punto" o "l'amore vince sempre sull'odio" e altre sentenze che paiono tratte dal vangelo di Marco. Una sentenza di Don Verzè, però, non sembra tratta dalle Sacre Scritture ed è la seguente: “Questo episodio è anche un monito. Il segno che è davvero il tempo di cambiare la Costituzione”. Ecco la manzoniana Provvidenza che, sotto le spoglie dell’innocente (perché è solo un utile squilibrato) che scaglia il primo duomo in pietra, ci permetterà una nuova Repubblica, quella in cui il dissenso è terrorismo e il pensiero è peccato. Sia fatta la sua volontà. 

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