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conati di lucidità, rigurgiti di resistenza
Nazitalia
post pubblicato in StupidItalia, il 14 ottobre 2013
  
di Luigi Corvaglia
 

Essere nazisti fa bene alla salute. E' evidente. Non uno dei criminali più noti del terzo Reich è campato meno di Matusalemme. E in buona salute, anche. Prendete Erich Priebke. Dritto, distinto, spavaldo fino all'ultimo. E lucidissimo. Inquietantemente lucido. Folle di una follia che fu condivisa, certo, ma lucido come una lama di Krupp. Non so se sia l'ideologia hitleriana a sortire questi benefici effetti su corpo e mente, ma sento di poter azzardare che, al contrario, i chiarissimi segni di demenza palesati da molti esponenti della Lega Nord (e non solo) non siano da addebitare alla loro ideologia padanista. Lo dico a discolpa del padanismo. Non è che il nazismo produca vigore fisico e il padanismo l'idiozia, no. Infatti è dimostrato che il padanismo è l'effetto piuttosto che la causa della palese infermità di questi infelici. Ciò detto, si può solo sperare che la comune base di razzismo non si riveli per questi il medesimo toccasana che è per i nazi. Fatto è che non è necessario campare troppo per essere di troppo. Benchè, infatti, Priebke abbia vissuto in buona salute 100 anni più del desiderabile, gliene bastorono poco più di trenta per uccidere 335 innocenti alla Fosse Ardeatine. Il seguito sono stati 70 anni di vita discreta, appena turbata da una seccatura giudiziaria. Poi, finalmente, la prima opera buona della sua esistenza: è morto. Simile discrezione sarebbe igienico che mostrassero anche gli esponenti nostrani di quel brodo verde bruno che tende a coagularsi negli anfratti più fetenti di questo paese. Ma, lo abbiamo detto, i nostri non sono nazisti beneducati e distinti, sono idioti grugnanti e ruttanti, meno lucidamente folli, più opacamente imbecilli. Alcuni esempi di ciò ce li fornisce la cronaca proprio a proposito della fine del garbato boia delle Ardeatine, considerata argomento adeguato per esplicitare la profondità della propria cultura da esponenti qualificati di questa melma ideologica. Si va da Roberto Bussinello, nell'organismo di vigilanza dell' azienda dell'energia di Verona, prontamente schifato da primo concittadino di Giulietta, che scrive sul proprio profilo facebook:


Capitano non è importante chi ti fa il funerale e dove sarai sepolto, tu vivrai per sempre nel cuore di chi sogna e di chi lotta. Il nostro onore si chiama fedeltà

A Enzo Boso, ex senatore del trentino e fra i fondatori della Lega Nord, che ripropone l'idea della giusta reazione dei nazisti all'attentato partigiano di via Rasella:


La colpa è di ha reagito a un'uccisione vigliacca o di chi ha fatto quest'attentato?


Argomento, va detto, che fu già dell' ineffabile nostro uomo a Bruxelles, Mario Borghezio, noto cacciatore di alieni e istruttore di fascisti europei, cui si deve la definizione di Priebke quale “sopravvissuto di via Rasella”.


Ora, date le evidenze di cui si diceva sopra, non c'è molto da stupirsi per le manifestazioni fascio-padaniste appena descritte. Ai rutti cognitivi di certa gente siamo ormai avvezzi. Questi sono gli stessi che attribuiscono la colpa della strage di migranti a Lampedusa al duo “Boldrini-Kyenge” e gettano le banane al ministro dell'integrazione perchè li fa pensare a una scimmia. Nessuna sorpresa, dunque, se, fra tante boiate ci mettono anche l'elogio di un boia. Ciò che inquieta, piuttosto, è constatare che in Italia il Centro-Destra, invece di disinnescare al suo interno le cariche più rozzamente fasciste e xenofobe, vada sempre più assimilandole in una infezione ormai senza speranza. Infatti, il consigliere del comune di Latisana Diego Cicuttin, che, sempre su FB, scrive


Capitano... ora sei finalmente libero. R.I.P. Erich!!!

è in forza all' UDC. Il partito moderato per eccellenza...

Intellighenzia padana alla riscossa: mafia al nord colpa dei magistrati meridionali
post pubblicato in StupidItalia, il 8 settembre 2011

Il Torazzi  Il Torazzi

di Luigi Corvaglia

Sapete perché la mafia è diffusa al Nord? Forse perché i mafiosi vogliono riciclare in attività produttive? Magari perché i circoli finanziari del nord  rappresentano la grande area grigia in cui i capitali non hanno odore? Risposte banali, cari amici. La risposta giusta ce l’ha un genio misconosciuto - ma che si farà - che milita nella forza politica che più di ogni altra ci induce a condividere il giudizio del Primo Ministro  sul nostro paese (“è un paese di merda”): la Lega Nord. La risposta, tenetevi forte, è che la diffusione della mafia al nord è dovuta ai magistrati meridionali. A rivelare questa scomoda verità un uomo che in futuro potrebbe perfino oscurare la fulgida stella di Mario Borghezio quale esemplare fra i più indecorosi di bipede italico: l’ Onorevole (sic….) Alberto Torazzi. Segnatevi questo nome. Non che si voglia censurare il razzismo di questi “pensatori”, chè, a ben guardarli, c’è da rivalutare le teorie lombrosiane e, ad ascoltarli, da abbracciare gioiosamente la dottrina eugenetica. No. Qui a sorprendere, più dell’inettitudine onnidirezionale, più della volgarità esibita, più della ignavia psichica, più della fiacchezza morale è l’abisso della loro ignoranza. Il suddetto "Onorevole" (perché deputato della Repubblica Italiana….), che, sia detto per inciso,  non è un oscuro leghista di provincia, bensì il capogruppo del Carroccio in Commissione attività produttive, ha,  infatti, affermato dalle prestigiose di onde di “Radio Padania Libera”, che se al nord i magistrati fossero “padani”  (popolo la cui esistenza è probabile  quanto quello degli hobbit),

probabilmente in Padania la mafia non esisterebbe, perché la nostra magistratura, che è fatta tutta di ragazzi del sud coi loro burocrati del sud, è un autentico groviera di informazioni: come fa uno a denunciare un mafioso se il mafioso, dopo tre minuti, lo sa perché viene informato da qualcuno, dagli amici?

Capito? Il mafioso viene informato dai magistrati, perché i magistrati sono del sud e tutti i “sudici” sono mafiosi!

Perché sono fatti così, è la loro cultura.

Ecco. L’ "Onorevole" (perché eletto democraticamente ad occupare un seggio alla Camera dei deputati della Repubblica Italiana, ripeto) con questo suo piccarsi di fare il conoscitore della “loro cultura”, denota l’ assoluta nullità della propria di cultura. 

Non si vuole qui difendere la categoria, non simpaticissima, dei magistrati, sia chiaro, ma confutare l'originale idea che quelli del sud, tipo Falcone o Borsellino, siano portatori di una cultura più mafiosa di quelli del nord,  come sostenuto da uomo politico che probabilmente esprime la concezione di quella parte del paese che lo ha eletto. D'altro canto, l’ "Onorevole" (perché rappresentante del popolo italiano in parlamento, sia chiaro), ha elogiato la purezza e lo scintillio  morale dei suoi:

La Lega è fatta di Maroni che ha arrestato tantissimi mafiosi, ma è fatta anche di molti sindaci coraggiosi, come Cesarino Monti e Gentilini – si, ha detto Gentilini, il tragicomico primo cittadino di Treviso…. - che hanno preso iniziative contro i mafiosi, contro il riciclaggio, contro gli islamici – si, ha detto “contro gli islamici”….. - poi è però intervenuta la Corte Costituzionale che, putacaso (espressione colta in uso fra i padani che forse insinua dubbi sulla moralità del caso), è fatta tutta di ragazzi del sud che, putacaso (vedi sopra), vengono da regioni mafiose (che vuol dire del Sud).

Qualcuno avverta l' "Onorevole" (perchè eletto alla Camera dei deputati di questo paese da persone che parlano la mia stessa lingua, o quasi) che dei magistrati meridionali hanno scoperto che la camorra prospera grazie ai rifiuti  provenienti da aziende del nord. Qualcuno ha forse spiegato l'azione criminale degli imprenditori che hanno per sindaco il "coraggioso" Gentilini con un "sono fatti così, è la loro cultura"?

Si, se uomini come questi siedono in parlamento, l’Italia è proprio un paese di merda.

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Il cervello di Borghezio è un peso morto
post pubblicato in Mario Borghezio , il 10 gennaio 2011
 



« Il comportamento di molte parti delle zone terremotate dell’Abruzzo è stato singolare, abbiamo assistito per mesi a lamentele e sceneggiate. [...] Mi domando quale sarebbe stata la reazione degli abruzzesi nei confronti di un omportamento 'risparmioso' da parte dello Stato, con l’invio di aiuti a gocce come è per i veneti. Questo fa solo aumentare il senso di disaffezione dei veneti verso lo Stato centralista, credo che siamo ormai giunti a un punto di rottura [...] Questa parte del Paese non cambia mai, l'Abruzzo è un peso morto per noi come tutto il Sud. »

 Il cervello di Borghezio è un peso morto, un'appendice necrotica animata da scatti convulsi come le code mozze delle lucertole. Per la proprietà transitiva dell'uguaglianza, Borghezio stesso é un peso morto per la democrazia. Come quando tenne lezioni di fascismo ai francesi:

« Bisogna rientrare nelle amministrazioni dei piccoli comuni. Dovete insistere molto sull'aspetto regionalista del movimento. Ci sono delle buone maniere per non essere etichettati come fascisti nostalgici, ma come un nuovo movimento regionale, cattolico, eccetera, ma sotto sotto rimanere gli stessi. »

 Come quando venne fermato con una cartolina firmata "Ordine Nuovo", indirizzata al "bastardo Luciano Violante", con scritto "1, 10, 100, 1000 Occorsio", riferendosi al giudice Vittorio Occorso, ucciso due giorni prima per il suo impegno contro il terrorismo nero. E come quando venne condannato in via definitiva per l'incendio ai pagliericci di alcuni immigrati.

 Lo stato necrotico avanzato della materia grigia di Borghezio, ormai nera come il terrorismo nero di cui faceva apologia, è certificato anche dalla totale assenza di prospettiva. Mette indiscriminatamente sullo stesso piano l'alluvione del Veneto con il terremoto in Abruzzo.

 Non voglio fare tristi classifiche. Non è elegante e poi dice il proverbio: "Non discutere con un imbecille. Dall'esterno potrebbe non percepirsi la differenza." Però, con tutto il rispetto per la gente del Veneto, mi corre l'obbligo di mostrare a Borghezio una semplice tabella.

  Veneto Abruzzo
Sfollati 14.113 65.000
Morti 3 308
Danni 457.000.000 € 10.212.000.000 €


 Senza ovviamente contare la distruzione totale di una città storicamente ed artisticamente rilevante come L'Aquila. E' come se Venezia fosse affondata.

 Voi capite adesso, italiani, l'importanza di mandare in Parlamento, che sia Roma o Bruxelles, esseri senzienti cui si possa applicare la vecchia massima cartesiana "Cogito Ergo Sum"?
 I pesi morti come Borghezio, viceversa, vanno interrati come scorie radioattive nei depositi di rifiuti nucleari che il suo governo vuole addossare sulle spalle degli italiani per i prossimi 10 mila anni.


 


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Libertà padana
post pubblicato in StupidItalia, il 9 gennaio 2011
Orate. Non so se ci si riferisce ai pesci, privi comunque di ali, che si usa condire con i meridonalissimi olio e limone o se si tratti di un paese dalle parti di Bremabate...


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Ora le baciamo davvero.....
post pubblicato in StupidItalia, il 20 agosto 2010

 Ecco la prima pagina de La Padania di giugno 1998. Quando Berlusconi e la sua ghenga erano cattivi. Ora sono alleati. La "Pravda" dei padani sta, in questi giorni, dimostrandosi ottimo giornale di regime (mafioso?) mantenendo un rigorosissimo silenzio stampa sulla condanna definitiva, dicesi definitiva, a sette anni di carcere di Dell'Utri per associazione mafiosa, dicesi mafiosa.


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Alieni ed alienati
post pubblicato in Mario Borghezio , il 9 luglio 2010
 

di Luigi Corvaglia

L’ha fatto. L’ha detto e, purtroppo, l’ha fatto. Come preannunciato in quel cenacolo di spiriti elevati che è Radio Padania Libera, Mario Borghezio, che, incredibile a dirsi, rappresenta l’Italia al Parlamento Europeo, nel corso di una trasmissione dedicata ai rapporti tra "padanismo e vita extraterrestre" aveva dichiarato “Chiederò in sede europea che tutti gli stati membri tolgano il segreto apposto sugli avvistamenti Ufo”. Si, si, proprio gli Ufo. Pare che i governi ci vogliano tenere all’oscuro del fatto che altri omini verdi, senz’altro meno inquietanti del succitato eurodeputato, circolino per il pianeta terra, non si sa se con permesso di soggiorno. Bene, detto, fatto. Ieri il Mario ha presentato la sua richiesta alla firma dei suoi colleghi. Se ne sentiva il bisogno. Che ci mandiamo a fare, altrimenti, un deputato, a nostro carico, a Strasburgo?

Certo, nessuno si sorprende di nulla di quello che produce Borghezio. In Italia ce lo ricordiamo ancora che disinfettava le vetture in cui si erano sedute le nigeriane. Mario Borghezio, si sa, è un personaggio pittoresco in grado di aprire grossi dubbi nei fautori della gloriosa riforma Basaglia. Eppure la sua esistenza e sussistenza inquieta non poco chi, al di sotto del Po, lo vede delirare impunito a folle osannanti di facce lombrosiane (una nemesi, visto che Lombroso produceva dati fisiognomici a dimostrazione dell’inferiorità dei meridionali). Inquieta che un personaggio simile, piuttosto che essere ricoperto di pece e melassa e quindi cosparso di piume e formiche rosse, ottenga dei boati di approvazione per ogni enormità egli erutti dal suo orifizio sub nasale quando, punto focale del popolo in camicia verde sotto il suo palco, decide di trasformare i rumori molesti del suo cervello in qualcosa di foneticamente intellegibile. Si lo so, bisogna essere tolleranti, avere pietà per gli infelici, sennonché egli si fa perfetto megafono e catalizzatore proprio di tutto ciò che, nel popolo della Lega, è contrario a questi principi. Pochi sanno, infatti, che il rubicondo razzista non si limita a simpatiche azioni dimostrative. No. Le sue azioni e le sue parole sono solo la parte visibile di una costruzione delirante di stampo paranoideo che non è solo sua. Infatti l’ideologia complottista sta vivendo, in questo inizio di millennio, una nuova giovinezza. E non riguarda solo i governi che occultano gli Ufo. Sono in pochi, ad esempio, a sapere che il nostro eroe celtico è il riferimento del movimento Padania Cristiana, tutto teso a smascherare il complotto globale per la scristianizzazione dell’Occidente ordito dalla Massoneria internazionale. Così commentò l’elezione di Obama negli USA:

Esistono supermassonerie occulte che dirigono i popoli. L’ultima delle loro imprese è stata quella di portare un semisconosciuto senatore di colore, tra l’altro mezzo mussulmano, alla massima carica degli Stati Uniti - una specie di burattino trovato nel sottoscala della politica americana.

A conferma di tutto ciò, l’uomo applaudito dalle genti dalla psicologia preoccupante, già docente di fascismo ai fascisti francesi (“dovete insistere molto sull’aspetto regionalista del movimento, non farsi etichettare come fascisti nostalgici, ma come nuovo movimento regionale, cattolico, ecc., ma sotto sotto restare gli stessi”), ha completato nei giorni scorsi il suo pensiero sul complotto mondiale di stampo giudaico-massonico infilandoci dentro, in veste di cospiratore, forse anche di occultatore di alieni,  perfino il ministro in carica del suo governo, Giulio Tremonti!:

Siamo ai livelli di altissima super-massoneria. Organizzazioni segrete del governo mondialista. Sono i padroni del mondo"

Ovazioni dagli ascoltatori di Radio Padania Libera. Alieni, se ci siete, dimostrateci la vostra benefica potenza. Distruggete la super-massoneria e rapite Borghezio. Almeno la seconda.


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l mio nome è Bossi, Riccardo Bossi
post pubblicato in StupidItalia, il 26 maggio 2010
 

di Daniele Sensi

Tendevamo a dimenticarcene, ma Bossi, Umberto Bossi, di figli mica ne ha uno solo. E nelle stesse ore in cui l'aspirante fotomodella Eliana Cartella dichiara alla stampa di essere stata pubblicamente ripudiata da Renzino perché "la morosa di un politico non può farsi vedere in giro e fare le foto" (nemmeno fossero John Kennedy e Jacqueline Bouvier), il primogenito, Riccardo (sì sì, proprio quello nella foto), pilota di rally ed ex portaborse dell'europarlamentare leghista Francesco Speroni, rilascia un'intervista al settimanale Oggi ("papà è il capo della Lega e ha due palle così" - fossero una famiglia nobiliare, chissà quale sarebbe, tra celodurismo e orgoglio scrotale, il loro stemma araldico) per ribattere alle accuse di nepotismo recentemente piovute -chissà perché- su suo padre e sul Carroccio. E lo fa tagliando corto:

la Lega l'ha creata lui, la gestisce lui, il capo è lui. E la cosa più naturale è che accanto a sè voglia i suoi figli

Con buona pace della base leghista. Che tanto compra solo la Padania, e certe cose non le leggerà mai.

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permalink | inviato da tarantula il 26/5/2010 alle 15:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
I Celti (poemetto)
post pubblicato in StupidItalia, il 31 marzo 2010


Sognano i Celti pecore a pila?
Sognano negri in mano alla pula?
Sognano di imbracciare la pala?
Del bene e il male morder la mela?
Un fisco che un po' meno li pela?
Tengono i Celti pecore in sala?

Eppure tu non li hai scelti, i Celti
Ma te li trovi nell'acqua sciolti,
nei saltimbocca per bene avvolti,
nell'insalata, sebbene incolti
I Celti spuntan sempre più folti
Ieri eran semi, oggi raccolti.

E' vero, i Celti non sono colti

Lo si intuisce dai loro volti

(e sorvoliamo sui loro culti)

Lo si sospetta dai loro voti:

metton la croce sui Bossi e i Coti (*)

Han gote e visi da Visigoti

Lo so, che i Celti appaiono stolti

Mangian patate dei loro orti

Anche se lunghi li trovi corti

Per quanto dritti sembrano storti

Nascon normali e li credi aborti

Sono ben vivi e li dai per morti

I Celti gridano spesso “Pota!”

Votano Cota, votan la trota

Ogni cultura per loro è ignota

Ogni battuta gli riesce idiota

Non gl'interessa entrare nel Gotha

E sopra l'arte gettano mota.

Eppure i Celti sono assai scaltri

Non si riposano sotto le coltri

Non stanno lì a lucidare peltri

Non perdon tempo a sfottere Feltri

o a vezzeggiare micetti e veltri

Vincono loro, perdono gli altri

(*) lic. poet. 192056 Aut. Min. Conc.



da:
Dust, "I Celti - poemetto",  30-31 marzo 2010

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permalink | inviato da tarantula il 31/3/2010 alle 17:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Renzo. Una storia padana
post pubblicato in StupidItalia, il 5 ottobre 2009
    Il trota

di Luigi Corvaglia 

Renzo Bossi detto “il trota”, come tutti sanno, è il figlio del senatùr. Orgoglio di papà. A lui, infatti, si deve il famigerato gioco “rigetta il clandestino” su Facebook che gli fece guadagnare una denuncia per istigazione all’odio razziale. Si sa, son ragazzi.. Ma le qualità del riccioluto virgulto erano già note da tempo, cioè da quando la sua ridicola incapacità di passare gli esami di maturità ne fece oggetto di pubblica derisione e bandiera degli sfigati. Qualcuno, invero, andò oltre facendone emblema di persecuzione etnico-politica (si sa, i professori sono tutti terroni..). Il complotto, sicuramente giudaico e altrettanto certamente massonico, deve essere realmente ben congegnato se diversi istituti sono riusciti a fermare il povero Renzo per ben tre volte! Certo, tre bocciature di seguito sono tante, soprattutto se esposte al pubblico ludibrio. Su facebook un fans club ha per titolo "nessuno è maturo fino a prova contraria". La cosa è imbarazzante. Meglio, sarebbe imbarazzante per chiunque; non per il senatùr, cuor di papà, perché, come si dice a Ponte di legno, ogne scarrafone è bello a papà suo. Ed ecco, infatti, che, mentre i maturati guadagnano lo scooter, i tre volte trombati guadagnano 12.000 euro al mese (leggasi dodicimila). Già, pare che la Lega, quella di “Roma ladrona”, abbia creato ad hoc per il brillante e promettente giovane una carica presso l ‘ “osservatorio sulla trasparenza e l’efficienza del sistema fieristico lombardo” (?!) adatto alle qualità di questo gran figlio di papà. Qualche imbarazzata smentita (solo le smentite, qui, si imbarazzano) è arrivata nei giorni scorsi (ma simili a quella di Berlusconi sulle veline in politica a seguito della sfuriata di Veronica, poi risultata assolutamente motivata). Ci sarebbe di che vergognarsi e da occultare il primogenito al fine di non vedersi ulteriormente additato, non solo quale uno che ce l’ha duro (il figlio, si intende), ma anche un nepotista incoerente e antimeritocratico. Ce ne sarebbe. Ma qui parliamo di Bossi, uno che al trota qualche gene deve averlo passato. Infatti, senza alcun pudore, l’altro giorno, senza ridere (giuro!) ha detto che, visto che "non lo lasciano stare in pace", suo figlio andrà a studiare all’università (?!!!) in Inghilterra! “Va pensiero, sull’ali dorate”, verrebbe da dire, se non fosse che, delle "ali dorate" si, ma  di pensiero qui è difficile trovar traccia.


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permalink | inviato da tarantula il 5/10/2009 alle 18:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
Mamma li Svevi!
post pubblicato in StupidItalia, il 4 ottobre 2009

 

di Luigi Corvaglia

Certo che ti fanno fare cose che mai avresti pensato di fare. Cose di cui prima ti saresti vergognato. Il fatto è che l’intercambiabilità fra faccia e deretano che ormai contraddistingue certo "nordismo" ha effetti che si dipanano lungo l’intera gamma che va dal ridicolo al disgustoso. E’ questo che ti muove a gesti insani e inconsulti. Io, per esempio, libertario e antistatalista, è qualche giorno che simpatizzo per Barbarossa e la sua discendenza. Sono forse impazzito? No. “Voi me provocate e io ve distruggo”, recitava un attore non caro a Bossi. Vedete, quella rozza incultura da bettola valligiana che era inizialmente sbandierata con maschio orgoglio anti-intellettuale dalla Lega Nord ha via via assunto paradossali connotati di supponenza intellettuale che, se indispongono quando ci si trova al cospetto di veri uomini di cultura, ti strappano gli schiaffi dalle mani quando provengono da Borghezio e Calderoli. Ora questi sanno di storia. E pretendono di insegnarcela. Ci stanno già illuminando sul risorgimento in vista del centocinquantenario del prossimo anno, per esempio. Una raggiunta raffinatezza, quella del longobardismo, che si evince dal passaggio dall’entusiasmo per l’esotico Braveheart, il film dell’antisemita e integralista cristiano Mel Gibson sull’eroe dell’irredentismo scozzese contro il potere centrale di Londra ladrona , al compiacimento misurato per l’autarchico Barbarossa finanziato dai soldi pubblici della RAI provenienti dal canone degli italioti, cioè i supposti colonizzatori della supposta nazione padana. Il canone che Lega Nord e PDL invitano a non pagare. In principio, insomma, fu il viso dipinto di un rozzo attore populista, un rozzo film populista, un rozzo politico populista. Andava bene per i celoduristi ruspanti di allora. Oggi, invece, non ci si tinge più la faccia di verde e, per quanto assurdo possa apparire, Borghezio siede a Bruxelles. Oggi quella vera celebrazione della psiche legaiola che è Barbarossa, è una figata di spettacolarità hollywoodiana, un kolossal con tanto di cast internazionale, red carpet, prima alla presenza del premier Silvio Berlusconi, dei ministri della Repubblica (?)Tremonti, Calderoli e Zaia, del sindaco di Milano Moratti, dal presidente di Mediaset Confalonieri, dal vicedirettore della Rai Marano. C’era perfino il siculo-lombardo La Russa, uno che anni fa avrebbe parteggiato per il centralismo barbarossesco. Si tratta della rappresentazione in versione kolossal del mito di Alberto da Giussano, sorta di corazzata potemkin alla polenta e osei. Vuoi mettere la finesse? Certo, è raffinatezza falsa da parvenu, roba da mignolo alzato bevendo alla coppa, se si pensa che appena un mesetto fa il governatore Galan tuonava contro lo spreco di soldi pubblici per Baaria del terrone Tornatore. Ciò a conferma dell’indistinguibilità fra faccia e culo del nordismo incravattato. Falsa raffinatezza di una lobby nordista sine nobilitate, insomma, come testimonia la reazione  alle affermazioni dell'attrice Cecile Cassel. L'interprete della moglie del Barbarossa ha, infatti, affermato che, se avesse saputo delle "finalità politiche" del film lo avrebbe rifiutato. Su Libero, Giorgio Carbone di lei ha scritto:

“non brilla (..) di luce sua. Per brillare di suo, ha dovuto trasferirsi in Italia. (..)Insomma, è un’oca. Un’oca radical chic come la cognata Bellucci (..).

la solita eleganza “stile Libero”, insomma.
Certo è che la finalità politica c’è. E' quella di fondare e infondere; fondare il mito e infondere spirito di "patria".     Il film, in ballo da tempo, infatti, è entrato anche nelle indagini sui rapporti tra Berlusconi e Saccà, ex direttore di RaiFiction, che avrebbe avuto qualche ’sollecitazione’ per sbloccare il progetto da parte di Bossi in persona, il novello Alberto da Giussano. Cioè, il novello nessuno, visto che Alberto da Giussano non è mai esistito!  Ciò che, invece, è certo è che il nipote del Barbarossa, Federico II di Svevia, sovrano di una corte molto più avanzata di qualunque landa lombarda dell’epoca, nello stesso periodo in cui il carroccio difendeva una società feudale, emanava le Costituzioni di Melfi, ponendo, è vero, le basi dello stato unitario moderno, cosa che a ogni federalista libertario, quale io stesso sono,  fa venire l’orticaria, ma ponendo almeno  freno ai privilegi della nobiltà. Ma la storia, oggi, ce la insegnano Bossi, Borghezio e Calderoli, raccontandoci le fole di un eroe inventato come paperink. E si incazzano pure se ancora qualcosa di prodotto a sud del Po pretende di avere visibilità. Ciò è avvenuto, ad esempio, quando il vice ministro alle infrastrutture Castelli -  non un muratore bergamasco, in TV, non al bar - ha lamentato la candidatura di Baaria agli Oscar, quando si aveva a disposizione Barbarossa. Insomma, si, mi vergogno di aver detto del bene della stirpe Sveva, lo ammetto, ma mai quanto mi vergogno di essere “rappresentato” dai suoi odierni detrattori. Roba da sputargli in faccia, solo si capisse qual è.

il trailer è
qui.
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dalla rete:
La Lega arruola i militanti per riempire i cinema (Corriere di Como)
Barbarossa e le bugie di Martinelli (Il Tempo)
L'impostura diventa film (Italia Informazioni)

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