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conati di lucidità, rigurgiti di resistenza
Il cervello di Borghezio è un peso morto
post pubblicato in Mario Borghezio , il 10 gennaio 2011
 



« Il comportamento di molte parti delle zone terremotate dell’Abruzzo è stato singolare, abbiamo assistito per mesi a lamentele e sceneggiate. [...] Mi domando quale sarebbe stata la reazione degli abruzzesi nei confronti di un omportamento 'risparmioso' da parte dello Stato, con l’invio di aiuti a gocce come è per i veneti. Questo fa solo aumentare il senso di disaffezione dei veneti verso lo Stato centralista, credo che siamo ormai giunti a un punto di rottura [...] Questa parte del Paese non cambia mai, l'Abruzzo è un peso morto per noi come tutto il Sud. »

 Il cervello di Borghezio è un peso morto, un'appendice necrotica animata da scatti convulsi come le code mozze delle lucertole. Per la proprietà transitiva dell'uguaglianza, Borghezio stesso é un peso morto per la democrazia. Come quando tenne lezioni di fascismo ai francesi:

« Bisogna rientrare nelle amministrazioni dei piccoli comuni. Dovete insistere molto sull'aspetto regionalista del movimento. Ci sono delle buone maniere per non essere etichettati come fascisti nostalgici, ma come un nuovo movimento regionale, cattolico, eccetera, ma sotto sotto rimanere gli stessi. »

 Come quando venne fermato con una cartolina firmata "Ordine Nuovo", indirizzata al "bastardo Luciano Violante", con scritto "1, 10, 100, 1000 Occorsio", riferendosi al giudice Vittorio Occorso, ucciso due giorni prima per il suo impegno contro il terrorismo nero. E come quando venne condannato in via definitiva per l'incendio ai pagliericci di alcuni immigrati.

 Lo stato necrotico avanzato della materia grigia di Borghezio, ormai nera come il terrorismo nero di cui faceva apologia, è certificato anche dalla totale assenza di prospettiva. Mette indiscriminatamente sullo stesso piano l'alluvione del Veneto con il terremoto in Abruzzo.

 Non voglio fare tristi classifiche. Non è elegante e poi dice il proverbio: "Non discutere con un imbecille. Dall'esterno potrebbe non percepirsi la differenza." Però, con tutto il rispetto per la gente del Veneto, mi corre l'obbligo di mostrare a Borghezio una semplice tabella.

  Veneto Abruzzo
Sfollati 14.113 65.000
Morti 3 308
Danni 457.000.000 € 10.212.000.000 €


 Senza ovviamente contare la distruzione totale di una città storicamente ed artisticamente rilevante come L'Aquila. E' come se Venezia fosse affondata.

 Voi capite adesso, italiani, l'importanza di mandare in Parlamento, che sia Roma o Bruxelles, esseri senzienti cui si possa applicare la vecchia massima cartesiana "Cogito Ergo Sum"?
 I pesi morti come Borghezio, viceversa, vanno interrati come scorie radioattive nei depositi di rifiuti nucleari che il suo governo vuole addossare sulle spalle degli italiani per i prossimi 10 mila anni.


 


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permalink | inviato da tarantula il 10/1/2011 alle 20:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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